In occasione della mostra “I Preferiti di Marino. Capitolo II – Opus mundi”, Fondazione Golinelli, in collaborazione con Planetaria e Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, ha proposto la performance teatrale “Il Mondo sognato da Femore”, ideata e scritta da Filippo Gentili e dallo scienziato e saggista Giulio Boccaletti e interpretata da Cristiana Capotondi, Matteo Giuggioli e dallo stesso Boccaletti.
Il 10 febbraio, al Teatro Arena del Sole di Bologna, lo spettacolo si è svolto alla presenza di circa 600 ragazze e ragazzi delle scuole secondarie di primo grado (classi terze) e di secondo grado.
Al centro della narrazione, la storia di Matteo, un adolescente introverso che ama disegnare fumetti. Attraverso il suo alter ego Femore prende forma un viaggio fantastico intorno al mondo insieme al merlo parlante Girodidò, guida scientifica e voce della consapevolezza ambientale. Ogni tappa – ispirata a un’opera della Collezione Privata Marino Golinelli esposta in mostra – diventa occasione per affrontare temi legati alla sostenibilità, al cambiamento climatico, alle disuguaglianze e alla responsabilità individuale e collettiva.
La scena si è arricchita delle animazioni delle tavole del fumetto proiettate su schermo, in un dialogo continuo tra parola, immagine e riflessione scientifica. Ne è nato un racconto a più voci, capace di alternare leggerezza e approfondimento, con l’obiettivo di stimolare domande e nuove prospettive.
Rilevante anche la partecipazione attiva delle scuole. Nei giorni precedenti l’evento, docenti e classi hanno potuto approfondire i contenuti della mostra attraverso una scheda dedicata, elaborando domande e spunti di riflessione. Al termine, una selezione dei quesiti inviati è stata rivolta direttamente agli interpreti, trasformando il teatro in uno spazio di confronto tra artisti, scienziati e studenti.
“Il Mondo sognato da Femore” è parte di un più ampio programma di attività collaterali che, da febbraio a giugno, amplia e approfondisce i temi della mostra “I Preferiti di Marino. Capitolo II – Opus mundi”, favorendo il dialogo tra linguaggi diversi. Per aggiornamenti è possibile consultare il sito dedicato alla mostra.
Foto di copertina di Michele Lugaresi (maikid)