Un progetto di Fondazione Vodafone, Fondazione Golinelli e Stand Up City dedicato alle scuole secondarie di tutta Italia e, in particolare, ai/alle loro insegnanti.
Con CLASSE AI sarà possibile accedere, gratuitamente, a tre kit didattici per sperimentare e diffondere a scuola un uso consapevole dell’intelligenza artificiale e partecipare a un percorso di formazione sull’IA e di sperimentazione in classe dedicato a un gruppo selezionato di insegnanti.
Il contesto culturale
Il tema dell’intelligenza artificiale (IA) è di estrema attualità, non solo perché abbraccia ogni ambito della nostra vita quotidiana, ma anche per le ricadute che ha nella didattica, arricchendo ogni fase del processo educativo, dall’insegnamento all’apprendimento, fino alla valutazione.
Secondo una ricerca di Tgm Research per NoPlagio, in Italia, il 71% di ragazzi e ragazze tra i 16 e i 18 anni usa l’IA per informarsi, il 60% per fare i compiti e il 33% la considera un mezzo efficace per imparare. Questi dati dimostrano come l’IA sia uno strumento e una risorsa già ampiamente diffusa nel mondo della scuola. In che modo, però, questa tecnologia può essere davvero una risorsa? Come evitare i rischi a cui un uso scorretto dell’IA potrebbe portare?
Il progetto
Grazie all’esperienza maturata e all’impegno dedicato al tema da parte dei promotori, CLASSE AI – didattica innovativa con l’intelligenza artificiale mette a disposizione degli/delle insegnanti tre kit didattici gratuiti, per sperimentare e portare in aula un uso consapevole dell’intelligenza artificiale.
Oltre a fornire materiale didattico, progettato sia per la fruizione da parte del/della docente, che per quella degli studenti e delle studentesse in classe e supportato da un video esplicativo, realizzato in stile “crash course”, di ausilio all’insegnante, il progetto CLASSE AI prevede anche un percorso di formazione – anch’esso gratuito – per un gruppo a numero chiuso di insegnanti.
I bias nell’AI
L’intelligenza artificiale si basa spesso su sistemi di apprendimento automatico. Questi ultimi tuttavia, a causa della loro capacità di apprendere e scoprire correlazioni in un dato set di dati, comportano un certo rischio di discriminazione. Con AI bias ci si riferisce alla situazione in cui i modelli di intelligenza artificiale basati sui sistemi di machine leaning mostrano atteggiamenti discriminatori nei confronti di determinati gruppi di persone.
Solitamente questi pregiudizi riflettono opinioni e preconcetti socialmente diffusi come, ad esempio, quelli su razza, genere, sesso biologico, età e cultura. Ma in che modo possiamo ridurre preconcetti e distorsioni nell’apprendimento automatico? Come correggere e allenare le piattaforme di intelligenza artificiale all’inclusione e all’assenza da pregiudizi?
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Gli ethical dilemma
L’intelligenza artificiale ha enormi potenzialità, ma riflette i rischi di una mancata regolamentazione delle tecnologie digitali: queste, infatti, non sono moralmente neutrali. Quando parliamo di etica nell’intelligenza artificiale, ci riferiamo al complesso di principi morali che guidano lo sviluppo e l’uso delle tecnologie basate su IA. L’obiettivo è assicurare che queste tecnologie siano usate in modo responsabile, con attenzione alla sicurezza, alla privacy, all’equità e al rispetto dell’autonomia umana. Quali sfide etiche dovremo affrontare in futuro?
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Applicazione dell’AI: i cestini intelligenti
L’intelligenza artificiale sta apportando dei cambiamenti anche nel settore della gestione dei rifiuti rendendo possibile la riduzione degli impatti negativi sull’ambiente. Oggi sono a disposizione dispositivi intelligenti che semplificano il processo di smaltimento dei rifiuti grazie all’IA. L’open innovation si integra così con l’economia circolare.
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La formazione insegnanti: CLUB AI
CLASSE AI coinvolgerà un gruppo selezionato di insegnanti nella formazione e divulgazione dei materiali e della pratica didattica per un uso consapevole dell’intelligenza artificiale in classe.
I/le docenti, abilitati a diffondere a scuola alcuni fondamenti dell’IA tramite tecniche di didattica moderna, parteciperanno a un percorso gratuito online della durata di 12 ore, organizzato in 4 incontri da 3 ore, a cadenza settimanale, tra formazione e sperimentazione.
Durante la formazione i/le docenti acquisiranno competenze teoriche e pratiche sull’IA e apprenderanno tecniche di facilitazione didattica per incentivare un apprendimento collaborativo e interattivo.
I momenti formativi saranno seguiti da attività di sperimentazione in classe, in cui i/le docenti applicheranno i contenuti con i propri studenti e le proprie studentesse. Al termine della sperimentazione, i/le docenti parteciperanno a una retrospettiva finale per condividere risultati ed esperienze, riflettendo sull’uso dell’IA come strumento di apprendimento. I risultati saranno integrati nella campagna e quindi presentati alla comunità scolastica e alle reti di docenti, favorendo così la diffusione di pratiche innovative.