DARWIN DAY 2026: cosa non capiamo dell’evoluzione?

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DARWIN DAY 2026: cosa non capiamo dell'evoluzione?

Fondazione Golinelli, insieme a il Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali (BiGeA) e il Sistema Museale di Ateneo (SMA) dell’Università di Bologna, l’Unione Bolognese Naturalisti (UBN), la Fondazione IU Rusconi Ghigi (IU) e il Centro Antartide,  celebrano ogni anno la nascita di Charles Darwin (12 Febbraio 1809), uno degli uomini più rivoluzionari nella storia della scienza.

La grande rivoluzione portata da Darwin, naturalmente, è la visione della vita in evoluzione costante, lenta, impercettibile, imprevedibile, inesorabile. Nonostante costituisca un enorme patrimonio intellettuale, la teoria dell’evoluzione è spesso fraintesa. Ogni forma di vita sulla Terra è ed è stata il prodotto di una storia: una storia di adattamento, ma anche di contingenza, di colpi di fortuna, di malasorte.

Le conferenze, i laboratori e i seminari del Darwin Day 2026 (12 febbraio – 9 marzo 2026) cercheranno di fare ordine tra equivoci persistenti e falsi miti, guidandoci a un modo di vedere la vita ancora più grandioso, tra infinite forme bellissime.

Tutti gli eventi della rassegna sono gratuiti e sono consultabili qui.

In programma a Opificio Golinelli:

LUNEDÌ 9 MARZO 2026, ORE 9

COSA NON CAPIAMO DI HOMO SAPIENS?

Conferenza e giochi didattici per scuole secondarie di secondo grado

Opificio Golinelli, via Paolo Nanni Costa 14, Bologna

ore 9.00 Registrazione

ore 9.15 La strada che porta all’uomo o il cespuglio che porta all’uomo? Con Davide Mameli – Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali – Università di Bologna
Nonostante i progressi della paleoantropologia (la disciplina che studia l’evoluzione umana attraverso i fossili), l’evoluzione umana continua spesso a essere rappresentata come un percorso lineare che conduce inevitabilmente fino a Homo sapiens: una visione ancora molto diffusa fuori dagli ambienti specialistici e difficile da sradicare. In questo intervento ripercorreremo come questa prospettiva abbia orientato a lungo domande e interpretazioni, alimentando l’idea ottocentesca dell’“anello mancante” e una lettura gerarchica e finalistica della storia naturale dell’uomo. Le evidenze accumulate nel tempo hanno però mostrato un quadro ben diverso: l’evoluzione umana non è mai stata una strada unica, ma un processo ramificato, con moltissime forme umane differenti che hanno coesistito – spesso negli stessi ambienti – per gran parte della nostra storia evolutiva. Ne emerge la metafora più corretta del “cespuglio”: una storia complessa, fatta di molti rami, in cui la nostra specie è solo uno degli esiti possibili.

ore 10.00 La biodiversità umana e le straordinarie somiglianze tra i popoli. Dal concetto di razza a quello di ancestralità. Con Giulia Ferraretti – Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali – Università di Bologna
La classificazione delle popolazioni umane in “razze”, così come il tentativo di dimostrare la presunta superiorità di alcuni gruppi rispetto ad altri, sono concetti che hanno influenzato eventi storici drammatici e hanno inevitabilmente segnato la nostra storia contemporanea. Il razzismo scientifico, sviluppatosi dalla seconda metà dell’Ottocento fino alla prima metà del Novecento e riconosciuto all’epoca come una branca legittima dell’antropologia, ha contribuito a fornire un presunto fondamento scientifico a questi concetti. Il crescente sviluppo di approcci molecolari allo studio dell’evoluzione umana, ci ha permesso in tempi relativamente recenti di comprendere perché l’attribuzione delle popolazioni umane a diverse razze sia impropria e priva di fondamento scientifico. Oggi, nella comunità scientifica, il termine “razza” è stato progressivamente sostituito dal concetto di “ancestralità” e i tratti biologici storicamente utilizzati per giustificare l’identificazione di diverse razze, vengono adesso interpretati come parte di un gradiente di biodiversità umana, risultato anche di adattamenti biologici evoluti dai diversi popoli in risposta a specifiche condizioni ambientali.

ore 11.00 La natura e la biodiversità nei giochi da tavolo. Con Simona Anastasi, Maria Vittoria Monari, Cecilia Rocca – Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali – Università di Bologna, Gioco e Scienza e e i tutor di G-Lab impresa sociale s.r.l.

Le attività sono gratuite e sono prenotabili qui.

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