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Del 16-03-2021

I CEO DELLE STARTUP DI G-FACTOR SI RACCONTANO: MARCO FERRONI DI MGSHELL

Chi è Marco Ferroni?

 

Equilibrato e spesso autocritico, amo mettermi in gioco. Sono cresciuto vivendo e analizzando in maniera meticolosa (a volte anche troppo!) tutte le esperienze che ho avuto la fortuna di fare. Pur provenendo dal mondo della ricerca accademica nel campo della bioingegneria, ho sempre avuto la tendenza a osservare gli eventi da diversi punti di vista e a cimentarmi in esperienze lontane dal mondo accademico e scientifico. Sono state proprio queste, in effetti, ad avvicinarmi al percorso da imprenditore. Ad esempio, ho trascorso un periodo da musicista e un altro da “piadinaro” in terra romagnola! In questi contesti ho imparato a lavorare in un team, a consolidare la visione d’insieme e ad apprendere dalle competenze altrui, valorizzando quell’“effetto spugna” dell’apprendimento che tanto invidiamo ai bambini.

 

 

Perché hai deciso di fondare MgShell?

 

I motivi per cui ho deciso di fondare MgShell sono tanti e raccontarne solo uno sarebbe riduttivo. Durante gli anni della mia formazione universitaria, ho imparato che la bioingegneria deve aiutare i medici a migliorare la qualità della vita dei pazienti. L’ingegneria è quindi, lo strumento per un fine: non va rincorsa, ma semplicemente usata. Per questo in MgShell lavoriamo per dare un’alternativa terapeutica ai pazienti maculopatici che ancora oggi affrontano un percorso clinico molto complesso e invalidante. Questi aspetti, uniti al valore della ricerca scientifica che abbiamo costruito negli anni, mi hanno spinto a fondare MgShell.

 

Quali sono stati i tuoi più grandi traguardi e le tue più grandi sconfitte?

 

Il più grande traguardo è stato aver soddisfatto le aspettative delle persone che hanno realmente creduto in me, mentre il più grande rimpianto è stato quello di non avere coltivato la mia passione musicale, negando ad una parte di me la possibilità di esprimersi completamente. Esiste però, un aspetto che accomuna sconfitte e traguardi: entrambi hanno avuto e avranno sempre la capacità di creare qualcosa di nuovo.


Come descriveresti la tua esperienza di imprenditore finora e quali consigli daresti a chi sta iniziando?

Sicuramente un’esperienza piena di responsabilità, in cui è fondamentale trovare continuamente il giusto compromesso tra vision ed execution aziendale.  Gli ingredienti della ricetta vincente? Ascoltare sempre, leggere tanto e agire senza paura. E ripetere.