Il percorso espositivo I preferiti di Marino. Capitolo II – Opus Mundi è arricchito da REBORN – The Moment of Awareness, un’esperienza immersiva di realtà virtuale che permette al visitatore di teletrasportarsi all’interno di alcune delle opere della Collezione Marino Golinelli e attraversare una sequenza di ambienti digitali a esse ispirati.
Il progetto di Fondazione Golinelli – una vera e propria estensione tecnologica e digitale della mostra – esplora i processi di percezione e interpretazione della realtà, usando scene generate virtualmente dagli esperti di Fondazione Golinelli.
REBORN esplora il tema della percezione e della consapevolezza: la distanza sottile tra ciò che vediamo e ciò che realmente esiste. Attraverso ambienti digitali immersivi, l’esperienza porta l’utente a confrontarsi con un paradosso fondamentale: la realtà non è mai un dato oggettivo, ma una costruzione fragile, filtrata da memoria, cultura, abitudine e paura. Le opere coinvolte diventano portali, elementi narrativi e luoghi di passaggio, invitando il visitatore a incontrare il non-detto, il non-visibile e il non-interpretato.
Ogni scena mette in discussione la fiducia nel reale: ciò che sembra integro si rivela ricostruito, ciò che appare stabile si incrina, ciò che è silenzioso nasconde rumori lontani di tensione e conflitto. È un viaggio in cui vedere non basta, bisogna interrogare, ascoltare, dubitare. Una riflessione su quanto spesso ci fermiamo a ciò che appare, senza chiederci cosa ci sia oltre.
Al centro dell’esperienza c’è un gesto minimo, un campanello, un invito ambiguo, una scelta. Un’azione semplice, quasi banale, che però modifica profondamente il corso degli eventi. Con questo momento, REBORN mette in luce una verità fondamentale: anche ciò che sembra insignificante può generare trasformazioni impreviste.
La rinascita evocata dal titolo non è un ritorno alla condizione originaria, ma l’acquisizione di uno sguardo nuovo: più attento, più critico, più consapevole. L’opera non chiede allo spettatore di restare osservatore passivo, ma lo rende parte del processo, responsabile, anche nel silenzio, anche nell’immobilità.
In un tempo in cui immagini, informazioni e interpretazioni si sovrappongono senza tregua, REBORN invita a fermarsi, osservare e comprendere che la realtà è fatta di strati, fragilità e conseguenze. A ricordare che ogni azione, anche la più piccola, può aprire crepe o possibilità. E che solo dopo aver attraversato ambiguità, caos e stupore possiamo davvero tornare a vedere.